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Ladro si...ma per amore!

AGENZIA INVESTIGATIVA SMASCHERA DIPENDENTE DISONESTO CON MICROCAMERE AD ALTA DEFINIZIONE
 
Amore: questo il movente che ha spinto un dipendente di una nota ditta orafa aretina ad improvvisarsi ladro, peraltro con ottimi risultati. 
Per ben due anni, un insospettabile operaio di 61 anni ha sottratto argento all’azienda in cui lavorava per poter frequentare la ragazza di un night di cui era profondamente invaghito: sentimento che gli costava assai caro, dovendo ogni volta versare 360 € al proprietario del club per permetterle di uscire con lui. 
La necessità fa l’uomo ladro, e questo operaio non fa eccezione: munito di scarpe più grandi di due numeri della sua misura, l’uomo vi nascondeva all’interno gli scarti di lavorazione dell’argento, per circa 3 kg. Al ritmo di ben tre prelievi la settimana, l’uomo ha finito con il racimolare ben 420 kg d’argento, causando all’azienda un danno commerciale di circa 450.000 €. 
 
L’Amministratore della ditta, insospettito da ammanchi stranamente sistematici, si è rivolto agli Investigatori Privati per cercare una conferma alle proprie intuizioni. 
I Detective hanno installato, all’interno dell’area di lavorazione, microcamere ad alta definizione e dotate di un nuovo sistema americano di rilevamento; hanno ottenuto così un video che mostra chiaramente l’operaio togliersi una scarpa e far scivolare all’interno l’argento. 
L’investigazione è proseguita per individuare gli eventuali complici dell’operaio: grazie a pedinamenti a vista ed all’impiego di un apparato di tracciamento satellitare di fabbricazione e tecnologia estera, è stato possibile localizzare e identificare l’acquirente dell’argento rubato, titolare di un noto Compro-oro aretino e ad oggi denunciato per ricettazione.
L’uomo avrebbe, tra l’altro, truffato anche il proprio fornitore, che da tutto l’argento rubato ha ricavato solamente 110.000 € circa, meno della metà del suo valore reale. 
 
Ottenute le prove, la ditta ha licenziato e denunciato per furto aggravato il dipendente infedele, colto in flagrante e con due barre d’argento in tasca dagli agenti della Polizia Stradale previa segnalazione degli Investigatori Privati e dell’amministratore dell’azienda. 
Come dice il proverbio, “il crimine non paga”…e talvolta non lo fa neppure l’amore! 
 
Fonte: 
La Nazione, 14 Gennaio 2015 pg 19